Oltre la violenza social: educare alle emozioni
Quando la cronaca ci restituisce episodi di violenza giovanile che non nascono da un reale conflitto, ma vengono freddamente registrati con lo smartphone e trasformati in performance digitali per ottenere like e visibilità, la reazione del mondo adulto oscilla pericolosamente tra lo shock e l’invocazione di una sola, sommaria linea dura. Ma siamo sicuri che invocare pene più severe, metal detector nelle scuole o una pura e semplice repressione sia sufficiente a fermare questo fenomeno? Oppure stiamo soltanto guardando il sintomo senza comprendere la gravità della malattia?
Nel corso della puntata del Fizz Show, abbiamo cercato di fare un coraggioso passo indietro rispetto alla logica sensazionalistica dei reel, affrontando il tema insieme al Prof. Alberto Pellai, psicoterapeuta e ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, nonché esperto di età evolutiva.
Insieme a lui, abbiamo analizzato cosa spinga un adolescente a deumanizzare la vittima, riducendola a mero oggetto di scena pur di validare la propria identità attraverso una fragilità narcisistica che scambia la popolarità virtuale per valore reale. Quando i ragazzi perdono la capacità di elaborare sentimenti complessi e si affidano a una reattività impulsiva e accelerata, il ruolo educativo della famiglia, della scuola e del territorio entra in profonda crisi.
Un dialogo intenso e illuminante che ci guida alla riscoperta di una vera educazione affettiva, indispensabile per restituire ai nostri figli gli strumenti emotivi necessari per abitare il mondo reale, riscoprendo il valore del limite, dell’empatia e della relazione autentica oltre gli schermi.
Un appuntamento imperdibile per genitori, insegnanti e chiunque creda che il futuro delle nuove generazioni meriti ascolto, cura e responsabilità condivisa.





