Micosi nel passato: scoperte dalla necropoli di Cerveteri
Pensiamo spesso alle infezioni fungine come a una problematica esclusivamente moderna, legata agli stili di vita odierni o ai contesti urbani contemporanei. Eppure, un nuovo studio internazionale pubblicato su Scientific Reports ribalta questa percezione, dimostrando che le micosi affliggevano l’uomo già molti secoli fa. Al Fizz Show abbiamo affrontato questo affascinante viaggio indietro nel tempo per scoprire come vivevano e di cosa si ammalavano le popolazioni dell’Italia centrale tra il mondo romano e l’Alto Medioevo.
Per esplorare questo legame profondo tra la salute e l’ambiente nel passato, è intervenuta ai nostri microfoni la dottoressa Ileana Micarelli, ricercatrice del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma. Analizzando i resti scheletrici provenienti dalla necropoli di Cerveteri, nel Viterbese, il team di ricerca ha sviluppato un modello diagnostico innovativo per la paleopatologia. Attraverso l’osservazione macroscopica e l’impiego di tecnologie avanzate come la tomografia computerizzata (TC) e le ricostruzioni tridimensionali, gli studiosi sono riusciti a individuare markers ossei e anomalie che l’occhio umano da solo non avrebbe potuto cogliere.
Nel corso dell’intervista, la dottoressa Micarelli ci spiega quanto sia complessa l’analisi paleopatologica e perché il confronto con la letteratura clinica contemporanea rappresenti una svolta fondamentale. Questo approccio non solo arricchisce la nostra comprensione delle patologie storiche, ma offre anche strumenti preziosi per leggere i cambiamenti climatici e ambientali del passato.
Un dialogo stimolante che unisce storia, medicina e innovazione tecnologica.




