Cancro 2050: il paradosso di un mondo che guarisce di più, ma si ammala il doppio
C’è un numero che scuote le fondamenta della medicina moderna: 30,5 milioni. Sono i nuovi casi di tumore previsti entro il 2050, quasi il doppio rispetto ai dati attuali. Ma come è possibile se la ricerca non è mai stata così avanzata? Al Fizz Show, il Professor Giuseppe Curigliano (IEO) traccia la rotta tra prevenzione e terapie su misura.
Nonostante i progressi della scienza, il futuro della salute globale presenta una sfida senza precedenti. Durante l’ultima puntata del Fizz Show, il Professor Giuseppe Curigliano, Direttore dello sviluppo nuovi farmaci dello IEO di Milano, ha analizzato uno scenario agrodolce: se da un lato la mortalità diminuisce, dall’altro l’incidenza del cancro è destinata a un’impennata verticale.
Lo studio che gela le aspettative
Il punto di partenza è il Global Burden of Disease Study, pubblicato su The Lancet. I dati parlano chiaro: dai circa 18,5 milioni di casi del 2024 si passerà a oltre 30,5 milioni nel 2050. Questa esplosione non sarà però uniforme. A pagare il prezzo più alto saranno i paesi in via di sviluppo (India, Africa, America Latina), dove l’adozione di stili di vita occidentali — come il consumo di tabacco e una dieta scorretta — si scontra con la carenza di programmi di screening e vaccinazione, come quella contro il Papillomavirus.
L’Italia e il fattore “stile di vita”
Se nel mondo occidentale la mortalità è scesa del 24% grazie alla prevenzione e all’innovazione farmacologica, il Professor Curigliano avverte che non è il momento di abbassare la guardia. In Italia, il fumo rimane la prima causa di mortalità tra le donne, superando gli uomini che hanno mostrato una maggiore reattività ai programmi di cessazione. Resta inoltre alta l’allerta per i giovanissimi: l’uso di tabacco e derivati tra gli adolescenti rappresenta una mina vagante per la salute pubblica dei prossimi decenni.
La rivoluzione “Tailor-made”
Ma c’è una luce in fondo al tunnel, ed è scritta nel nostro DNA. Il Professor Curigliano ha spiegato come l’oncologia sia passata dall’essere una disciplina “generica” a una vera e propria medicina su misura.
“Oggi interpretiamo il codice genetico del cancro. Ad ogni alterazione genetica cerchiamo di far corrispondere un farmaco mirato”.
Questa personalizzazione estrema permette di colpire solo le cellule malate, massimizzando l’efficacia della cura e riducendo drasticamente gli effetti collaterali. Il cancro non è più visto come una singola malattia, ma come un insieme di piccoli sottogruppi, ognuno con la propria “chiave” biologica.





