SPID, addio alla gratuità? Poste introduce il canone
Lo SPID, la chiave d’accesso digitale indispensabile per iscrivere i figli a scuola, richiedere certificati o accedere al passaporto elettronico, sta cambiando volto. Se finora la gratuità era stata la regola per quasi tutti i provider, l’introduzione di nuovi costi di gestione segna una svolta per milioni di utenti.
La “svolta” di Poste Italiane
Ai microfoni del Fizz Show, Maurizio Amerelli di Altroconsumo ha fatto il punto sulla situazione, partendo dal caso più eclatante: quello di Poste Italiane. Dal 1° gennaio, infatti, l’operatore ha introdotto un canone annuo di 6 euro per il mantenimento dell’identità digitale.
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Primo anno gratis: Poste mantiene la gratuità per i primi 12 mesi, ma il costo scatta al momento del rinnovo.
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Cosa succede se non si paga: In caso di mancato pagamento, lo SPID non viene cancellato definitivamente ma sospeso per 24 mesi. Durante questo periodo, l’utente può riattivarlo in qualsiasi momento saldando il canone.
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Comunicazioni: Gli utenti ricevono un preavviso di 30 giorni prima della scadenza e possono scegliere di pagare online o negli uffici postali.
Esistono ancora alternative gratuite?
Nonostante la mossa di Poste, Amerelli rassicura: la gratuità non è ancora un ricordo del passato. Consultando l’elenco pubblico sul sito ministeriale, è ancora possibile individuare operatori che offrono il servizio a costo zero.
Resta poi aperta la sfida con la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Sebbene la carta d’identità copra ormai la stragrande maggioranza dei servizi della Pubblica Amministrazione, lo SPID rimane attualmente necessario per interagire con alcune amministrazioni specifiche che non hanno ancora completato l’integrazione con il sistema CIE.





