Autismo: la svolta scientifica italiana che cambia la prevenzione in gravidanza
Al Fizz Show il Professor Claudio Giorlandino (Alta Medica) svela come l’identificazione di particolari anticorpi materni possa prevenire i danni al sistema nervoso del feto prima della nascita.
Una scoperta di frontiera tutta italiana promette di riscrivere i protocolli della prevenzione in gravidanza, trasformando la speranza in un protocollo clinico efficace, concreto e tempestivo. Al centro della ricerca c’è la lotta all’autismo non sindromico (quello di tipo autoimmune, che rappresenta circa il 70% dei casi) e una scoperta che sposta l’orizzonte della prevenzione direttamente nel grembo materno.
Nell’ultima puntata del Fizz Show, Alessandro Fizzotti ha ospitato il Professor Claudio Giorlandino, direttore scientifico di Alta Medica, per fare chiarezza su un vero e proprio “corto circuito” biologico che potrebbe cambiare il destino e la salute di tantissimi bambini.
Il “corto circuito” dell’acido folico e il ruolo dei FRAA
Siamo da sempre abituati a pensare che l’assunzione di acido folico in gravidanza sia una certezza universale per proteggere il nascituro. La ricerca guidata dal Prof. Giorlandino dimostra però che non è sempre così.
In una percentuale di donne che oscilla tra il 2% e il 3%, sono presenti dei particolari anticorpi materni denominati FRAA. Questi anticorpi occupano e bloccano il recettore del folato a livello cerebrale, impedendo alle vitamine di raggiungere il feto.
“L’acido folico in realtà non funziona in questi casi,” ha spiegato il Professor Giorlandino ai microfoni del Fizz Show. “Se ci sono questi anticorpi che bloccano il recettore, non entra niente e si genera un danno congenito sulle sinapsi e sui neuroni.”
La soluzione c’è: l’acido folinico
La vera svolta della ricerca non è solo la diagnosi, ma la scoperta di una reale opportunità terapeutica. Per aggirare il blocco causato dagli anticorpi FRAA, l’equipe medica ha sperimentato con successo l’utilizzo dell’acido folinico.
A differenza del comune acido folico (o del metilfolato), l’acido folinico utilizza una strada alternativa per entrare nei plessi corioidei e penetrare nel cervello del feto, proteggendone lo sviluppo. I dati di un recente studio randomizzato controllato condotto su circa 300 donne hanno confermato l’efficacia: nei soggetti che presentavano gli anticorpi e che hanno assunto acido folinico al posto dell’acido folico, non si sono registrati casi di autismo.
Verso lo screening obbligatorio?
Mentre l’autunno della medicina continua a richiedere di routine esami per patologie infettive ormai rarissime o scomparse (come la rosolia), lo screening per gli anticorpi FRAA non è ancora obbligatorio, nonostante l’autismo colpisca oggi un numero altissimo di bambini (le stime regionali più recenti parlano di circa 1 bambino su 35). L’auspicio degli scienziati è che questo dosaggio diventi presto una prassi per tutte le future mamme.
Ascolta l’intervista completa
Per approfondire i dati della ricerca, capire come funziona il meccanismo biologico e ascoltare l’intervento integrale del Professor Claudio Giorlandino, avvia il player audio qui sotto:





