Il tesoro nascosto degli insetti: come i musei svelano il futuro del clima
Quando pensiamo ai grandi musei di storia naturale, spesso immaginiamo corridoi silenziosi e teche polverose custodite nel passato. Eppure, all’interno di queste istituzioni europee si cela una riserva attiva di dati che parla direttamente del nostro futuro. Un recente studio internazionale coordinato da La Sapienza e pubblicato sulla prestigiosa rivista Science ha mappato per la prima volta le collezioni di ditteri — ovvero mosche, zanzare e tafani — custodite in sedici grandi istituzioni del nostro continente. Si tratta di una cifra colossale, che arriva fino a 35 milioni di esemplari in grado di raccontare come cambia la biodiversità, come impatta il riscaldamento globale e come si diffondono le specie aliene.
Nel corso di questa puntata del Fizz Show, Alessandro Fizzotti ne discute con uno dei coordinatori della ricerca, Dario Nania del Museo di Zoologia del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma. Nonostante i ditteri abbiano spesso una cattiva reputazione poiché associati a vettori di malattie o danni agricoli, la stragrande maggioranza di queste specie svolge un ruolo ecologico fondamentale, fungendo da impollinatori essenziali al pari delle più note api.
Durante l’intervista scopriremo come questi archivi biologici siano vere e proprie macchine del tempo. Confrontando i dati morfologici e geografici dei campioni storici con la situazione odierna, i ricercatori possono tracciare con precisione gli effetti dei cambiamenti climatici e mappare l’avanzata delle specie invasive. Tuttavia, il settore affronta sfide urgenti, prima fra tutte la necessità di formare nuovi esperti in grado di studiare i “dark taxa”, quei gruppi di insetti ricchi di specie ma ancora poco conosciuti a causa della carenza di risorse e personale specializzato. Un viaggio affascinante tra scienza e tutela ambientale. Buon ascolto!




