L’ablazione a raggi zero rappresenta un’evoluzione importante nell’ambito dell’elettrofisiologia cardiaca
Le procedure di ablazione a raggi zero rappresentano una svolta significativa nell’elettrofisiologia cardiaca, offrendo un’alternativa sicura e innovativa per il trattamento delle aritmie. Grazie all’integrazione di tecnologie avanzate di navigazione tridimensionale, è possibile eseguire interventi senza l’uso di radiazioni ionizzanti, eliminando così l’esposizione ai raggi X per i pazienti.
In passato, l’ablazione transcatetere richiedeva la fluoroscopia per localizzare i cateteri nel cuore, una pratica che comportava rischi associati all’esposizione radiologica. Oggi, grazie ai sistemi di mappaggio elettro-anatomico tridimensionale, i medici possono visualizzare una rappresentazione digitale accurata delle cavità cardiache, consentendo una navigazione sicura e precisa durante la procedura. Questo approccio consente ai cardiologi-elettrofisiologi di ricostruire in tempo reale una mappa tridimensionale e identificare esattamente il punto di origine dell’aritmia.
L’ablazione avviene attraverso tecniche mirate come radiofrequenza, crioenergia o elettroporazione, attaccando selettivamente le cellule responsabili dell’attività elettrica anomala. Questo non solo ristabilisce un ritmo cardiaco regolare, ma riduce notevolmente il rischio di recidive, migliorando i tassi di successo complessivi. Le procedure “zero X-ray” sono particolarmente vantaggiose per pazienti giovani e donne in età fertile, dove la protezione dalle radiazioni è cruciale.
In conclusione, l’innovazione tecnologica nelle ablazioni a raggi zero offre massima efficacia clinica e sicurezza, garantendo risultati superiori rispetto alle tecniche tradizionali. Approfondiremo al Fizz Show queste tematiche con il Dott. Giovanni Battista Perego, Direttore Centro Aritmie e Direttore U.O. Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) – Auxologico San Luca di Milano.





