Superare le difficoltà: l’appello della Giornata Mondiale contro l’AIDS 2025
In un contesto globale segnato da chiusure e disimpegno, lo slogan scelto per la Giornata mondiale contro l’AIDS del 2025, “Superare le difficoltà, trasformare la risposta all’AIDS“, risuona come un urgente richiamo alla solidarietà internazionale. L’anno trascorso ha visto tagli senza precedenti agli aiuti globali nella lotta contro l’epidemia di HIV, un fenomeno che richiede sforzi congiunti e continui.
L’appello della comunità scientifica è chiaro: riaffermare il valore del multilateralismo e della cooperazione internazionale. Solo attraverso l’unità possiamo affrontare efficacemente questa sfida. È fondamentale mantenere i finanziamenti per i paesi più colpiti dalle infezioni da HIV, sostenere l’innovazione nelle cure e garantire l’accessibilità ai trattamenti. Inoltre, la battaglia contro lo stigma è cruciale per proteggere i diritti umani e valorizzare i servizi che emergono dalle comunità locali.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si sono registrate 2.379 nuove diagnosi nel 2024, con un’incidenza stabile di 4 casi ogni 100.000 residenti. Tuttavia, le diagnosi tardive continuano ad aumentare: nel 2024, il 66,5% degli uomini eterosessuali ha ricevuto una diagnosi in fase avanzata, mentre per le donne il dato è al 61%. Il gruppo più a rischio rimane quello degli over 50 eterosessuali, spesso non percepiti come vulnerabili.
Questa situazione evidenzia un fallimento nella comunicazione e nei messaggi sanitari, che devono essere aggiornati e privi di stigma. In Italia, l’HIV permane un tema avvolto da pregiudizi e scarsa informazione, specialmente nei contesti extraurbani, dove molte persone non si considerano a rischio e evitano di cercare aiuto per paura di giudizi. Riconoscere l’urgenza di una campagna informativa efficace è imprescindibile per combattere l’epidemia e migliorare la qualità della vita di chi convive con il virus.
Abbiamo raggiunto per l’occasione la d.ssa Silvia Nozza, specialista in Malattie infettive, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.





